Eventi: A BAGNACAVALLO SI PARLA DELLE TRADIZIONI ROMAGNOLE


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Parole chiave: bagnacavallo | tradizioni | romagnole | gabici | san | (tutte)

A BAGNACAVALLO SI PARLA DELLE TRADIZIONI ROMAGNOLE Questa pubblicazione risulta non recente!
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Con il mese di giugno a Casa Conti Guidi di Bagnacavallo (via Boncellino, 113) si conclude la programmazione “Un angolo di territorio: tradizioni, agroambiente e turismo”, iniziata nel mese di marzo.

 Sabato 24, con inizio alle ore 21.00, si parlerà delle tradizioni romagnole legate a San Giovanni (che ricade proprio in questa giornata). Saranno Franco Gàbici e Giuseppe Maestri a parlarne, leggendo anche poesie del repertorio dialettale.

Ecco qualche anticipazione.
Nella notte di San Giovanni si raccoglieva la rugiada (la "gvaza ad San Zvan") perché a essa si attribuivano virtù particolari. Si riteneva, infatti, che potesse guarire malattie e in particolare la "rogna", tant'è che in quella notte si facevano rotolare i "rognosi" sull'erba bagnata di rugiada per guarirli dal loro male. Si pensava anche che la "gvaza" avesse il potere di eliminare i parassiti che si annidavano nei vestiti.
San Giovanni era detto nelle nostre campagne "San Zvan dla zola" perché in questo periodo si raccoglievano le cipolle e l'aglio.
A Ravenna era famosissima la Festa di San Giovanni, con bancarelle allestite fra la torre civica e la chiesa di San Giovanni Battista. Si vendevano, per la felicità dei bambini, pive, trombette e fischietti di zucchero. Durante la festa di San Giovanni era tradizione acquistare la lavanda, che le donne mettevano dentro ai cassetti per profumare la biancheria.
In passato ci fu anche un fatto di sangue.

Alla vigilia della festa, infatti, uno squilibrato si impossessò di un coltello da una bancarella e urlando che avrebbe fatto fuori tutti i preti e tutti i signori, entrò in chiesa e ferì don Ravaglia, il prete inventore (aveva inventato una macchina da caffè e il dispositivo che apriva automaticamente le porte del Teatro Alighieri alla fine degli spettacoli). Don Giuseppe Ravaglia ebbe salva la vita perché il coltello fu arrestato dalla fibbia della sua cintura.

Gàbici e Maestri ricorderanno anche Francesco Talanti, il famoso poeta e scrittore di Sant'Alberto, che moriva proprio sessant'anni fa a Rimini nel giugno del 1946.


Appuntamento ad ingresso gratuito. Per informazioni: tel. 0545 63094.


Firma:
Addetto stampa Pierluigi Papi - Via della Costituzione 1/d - Bagnacavallo (RAVENNA)


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